“IL MATTINO” parla del sogno realizzato di Giovanni Trinchese

Il sogno di Giovanni Trinchese pone le sue radici nella sua infanzia, quando all’età di 7 anni accompagnava il padre storico produttore e esportatore di pomodori. Un sogno nato grazie ai valori, all’amore e alla dedizione per la terra trasmessi dal padre. Un grande valore legato alla famiglia e una grande sfida, quella di riscattare il territorio e di salvare le varietà locali grazie al recupero di semi antichi e coltivazione biologica.

Il progetto parte da accurati studi scientifici, grazie alla collaborazione di ricercatori e agronomi, e dalla necessità di recuperare e risanare terreni troppo sfruttati. Il tema è mangiare sano: “utilizziamo l’agricoltura ecosostenibile attraverso semi antichi autoctoni – spiega Trinchese – riprodotti grazie all’Università Agraria di Portici.

Adesso li riproduciamo nella nostra campagna felix. Partendo da 4 ettari di terreno e da una cooperativa sociale agricola. Coltiviamo l’antico pomodoro di Napoli, che porta il nome scientifico <<smec 20>>, le papaccelle, la zucca lunga di Napoli, le zucchine San Pasquale”. L’obiettivo è quello di rilanciare lo sviluppo del territorio attraverso un’agricoltura ecosostenibile che adotti e promuova uno stile alimentare sano con prodotti di alta qualità.

Oggi questi terreni sono fertili come solo quelli del Vesuviano possono essere, considerando tutte le proprietà dei terreni vulcanici: dunque pronti a far nascere specialità autoctone dell’Agro-Nolano che sembravano del tutto scomparse.

IL MATTINO
Domenica 16 Giugno 2019
Semi antichi e coltivazione biologica

Semi Antichi e coltivazione biologica salva Fertilità

La ricerca di semi antichi autoctoni e l’inizio di una coltivazione biologica di eccellenza non solo è stata oggetto di grande soddisfazione per lo sviluppo del territorio e il recupero di antiche varietà. Ricercatori e agronomi, grazie a varie analisi e test effettuati su questi semi, hanno confermato che questi prodotti possono avere effetti benefici anche sulla fertilità delle donne. Questa è la prova che recupero di antichi semi e tecniche di coltivazione biologica sono oggetto di veri benefici non solo per la terra ma anche per l’uomo.

Luigi Montano, uroandrologo, coordinatore del progetto di ricerca Eco Food Fertility, ha testato i prodotti e sottolinea “Gli effetti benefici, anche sulla fertilità delle donne, sono dimostrati dai test, il tasso di mineralità va in direzione della medicina preventiva e predittiva”.

Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, rilancia il tema dei controlli: “Ho svolto analisi sui prodotti di Eccellenze Nolane e alla base c’è un recupero della coltura dei semi eubiotici, mentre sui prodotti ci sono codici a barra di identificazione e della tracciabilità che appaiono sul telefonino. Questa è una risposta alla terra dei fuochi – sottolinea Limone – si tratta di un modello economico di cui il cibo è valore principale e rappresenta il vero valore di sviluppo di tutti i territori.”

IL MATTINO
Domenica 19 Giugno 2019

Il controllo delle falde acquifere

Anche a proposito delle falde acquifere c’è stato un approfondito controllo da parte dell’istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno il cui presidente afferma:

“La zootecnica viene regolata dalla presenza di nitrati, oltre una soglia non si può andare, come Istituto ci siamo occupati in Campania della risorsa acqua e c’è un catasto idrico unico che ci permette di monitorare e controllare la situazione”.

Antonio Limone – direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico di Portici

Il Ragù del cullatore recuperato grazie ai semi antichi

Grazie alla ricerca dei semi antichi e grazie alla coltivazione biologica è stata recuperata l’antica ricetta del Ragù del cullatore, oggi dedicato alla festa dei Gigli.

Limone si sofferma sul sapore penetrante del pomodoro che un tempo inebriava l’olfatto: << il Ragù del cullatore>> questo è dedicato alla festa del Giglio. La pentola del ragù gorgoglia con la stessa ondulazione della guglia che lentamente va su e giù, come il ritmo dei cullatori che saranno rifocillati nelle pause con il ragù e ricompensati dalle loro fatiche.

Il giornalista Luciano Pignataro conclude: ” Questo è un progetto di imprenditori appassionati, di 20-30 prodotti che iniziano a fare massa critica, che partono dal passato per avere una visione del futuro. Si può produrre ricchezza in un territorio facendo leva sulla qualità, ponendo attenzione alla salute e al cibo. E si risparmia in medicine.”

IL MATTINO
Domenica 19 Giugno

Semi antichi, agricoltura bio e cucina napoletana

Grazie a questo immenso progetto che è “Eccellenze Nolane” sono stati riportati al palato gusti antichi, quasi sconosciuti. Sapori che raccontano di storie antiche, come quelle delle nostre nonne o ancora ricordi di pranzi in famiglia dove a tavola il profumo del “ragù napoletano” non mancava mai.

Proprio per questo motivo, l’azienda ha ben pensato di riportare sulla tavola di tutti il vecchio ragù, quello che la tradizione vuole, chiede e pretende: Il ragù napoletano!

Eccolo qui, già pronto, in tutto il suo splendore grazie ai semi antichi recuperati a alla coltivazione a regime biologico dei nostri ricercatori, agronomi e contadini https://www.eccellenzenolane.it/prodotto/sos-ragu-napoletano/

Scopri subito i sapori di un tempo.
https://www.indispensabilebio.com/sughi-pronti/